sabato 12 aprile 2014

 25 Maggio:  perchè andare a votare
La politica purtroppo in Italia continua a dare segnali di uno stato profondo di corruzione e di essere concentrata all’interesse del partito e di pochi gruppi affaristici.
Per tanto la rabbia dei cittadini si è trasformata in enorme distanza dalla classe politica.
Il cittadino è stato privato dell'orgoglio di sentirsi importante nel decidere il destino del suo paese.
Purtroppo questa cittadinanza vessata e umiliata utilizza sempre più come forma di protesta, il non recarsi alle urne. Votare però è un diritto e dovere costituzionale, ed è l’unico strumento con cui il cittadino può interagire con gli equilibri della politica.
Non votare è una forma sbagliata di protesta perché nelle elezioni politiche non esiste un quorum da raggiungere.

Quindi astenersi non arresta la spatizione delle poltrone.
Anche da poche migliaia di votanti a fronte dei circa 47 milioni italiani aventi diritto/dovere al voto potrebbero decidere tutto.
Astenersi inoltre significa dare il voto a tutti piuttosto che non darlo a nessuno. È una questione matematica: le percentuali di voto dei partiti vengono calcolate sul totale dei soli votanti, non su tutti gli aventi diritto a votare. Se votano solo il 10 % degli italiani, i partiti votati da questi cittadini si spartiranno comunque il 100% del Parlamento-Regione-Comune.
 Gli astenuti non avranno alcun rappresentante proprio lì dove si decide la loro sorte.